mercoledì 10 ottobre 2007

Non bruciare i rifiuti? A Bersani non piace

Articolo sul Manifesto del 6 ott. 07

Non bruciare i rifiuti? A Bersani non piace
Il ministro dello sviluppo economico scrive ai colleghi di salute e giustizia Turco e Mastella per sanzionare il presidente dei medici emiliani che chiede di bloccare i nuovi inceneritori
Guglielmo Ragozzino

Il 10 settembre il medico dottor Giancarlo Pizza, ha inviato una breve lettera al presidente dell'Emilia Romagna Vasco Errani e ad altre 56 personalità regionali. A riceverla erano presidenti provinciali e sindaci dei capoluoghi; e poi gli assessori regionali provinciali e comunali all'ambiente e alla salute. Nella lettera si richiedeva «di non procedere alla concessione di nulla-osta alla costruzione di nuovi termovalorizzatori-inceneritori».
Se Sergio Cofferati e compagnia bella, sono ben noti, chi è il dottor Pizza che scrive così? Si tratta del presidente dell'ordine dei medici regionale che rappresenta tutti i sanitari emiliani e romagnoli.
Usa parole molto caute: «Come è noto questa Federazione intende rispettare il proprio codice deontologico e si fa dunque carico di invitare gli organi politici preposti a tenere conto delle forti preoccupazioni insorte a proposito del supposto eventuale impatto negativo sulla salute delle popolazioni residenti a causa della immissione nell'aria dei fumi derivanti dall'incenerimento dei rifiuti urbani».
La lettera non è nota fuori dalla Regione. Ne scrivono quotidiani locali come La Nuova di Ferrara (23 settembre), ma i media nazionali non si accorgono.
Hanno invece un soprassalto le imprese che operano sugli inceneritori/termovalorizzatori. In regione ve ne sono nove ed è in corso una fase di crescita accelerata. A Ferrara si sta triplicando l'impianto esistente gestito dalla Hera, potente società di public utility; a Modena e a Forlì vi sono prospettive del tutto analoghe. E' una corsa contro il tempo, perché vale la pena di fare gli impianti di incenerimento dei rifiuti se vi è una produzione di energia elettrica; e d'altro canto, a conti fatti, vale la pena di usare rifiuti per produrre elettricità se questa viene valorizzata nell'ambito del Cip 6 (quell'incentivo per le energie rinnovabili o assimilate) che è in scadenza e si applica - per otto anni soltanto e non più per 20 come una volta - a favore degli impianti finiti o in via di completamento. Ma si possono completare gli impianti, come il secondo e il terzo forno di Ferrara, senza Autorizzazione di interesse ambientale? E come darla, dopo l' invito alla precauzione del dottor Pizza?
Sotto traccia, la discussione deve essere furibonda, finché il lord protettore dell'Emilia Romagna, Pierluigi Bersani non decide che è venuto il momento di risolvere la questione, una volta per tutte. In qualità di ministro dello sviluppo economico scrive (4 ottobre) una lettera a due colleghi: Livia Turco, Salute e Clemente Mastella, Giustizia, nella quale, dopo avere riferito a modo suo dell'iniziativa di Pizza, li invita a prendere provvedimenti. Valutino essi «in qualità di Ministri vigilanti, ... se l'iniziativa in esame possa costituire un inammissibile sviamento dalle finalità istituzionali e, comunque, dagli ambiti di attività consentiti dalla legge, ai fini dell'eventuale adozione di tutte le misure ritenute necessarie, anche non soltanto disciplinari, nei confronti dei responsabili».
Cosa sono «tutte le misure ritenute necessarie anche non soltanto disciplinari»? Una multa, 8 punti della patente, dieci colpi di frusta, una condanna penale, l'obbligo di imparare a memoria la terza lenzuolata? Che cosa ha in mente Bersani? Cosa suggerisce a Turco e Mastella? Vuole la revoca di Pizza che però è stato eletto dagli altri medici della Regione? Il commissariamento dell'Ordine dei medici per fare spazio a Hera? E Mastella in particolare cosa deve fare? Convocare un apposito pubblico ministero perché apra un processo contro i medici oscurantisti che contrastano il glorioso Cip 6? Ma la giustizia in Italia segue - per ora - altri percorsi. Turco dal canto suo potrebbe forse, nelle intenzioni di Bersani, organizzare un convegno medico internazionale dedicato al dubbio. Non è certo che l'inceneritore emetta fumo; e in ogni caso non è certo che quell'eventuale fumo, assai particolare, non faccia benissimo ai polmoni.
L'uscita di Bersani, ha per titolo «Inceneritore Ferrara: Bersani; grave iniziativa Ordine medici Emilia». Dunque è l'inceneritore di Ferrara che è posto all'attenzione generale. Ne parlano in un documento di luglio 5 medici locali. Essi spiegano che Hera assicura che l'impianto entrerà in funzione in dicembre per bruciare 142 mila tonnellate l'anno invece delle attuali 42 mila. «L'incenerimento non è la soluzione al problema dei rifiuti» I rifiuti, sotto forma di fumi, gas climateranti, gesso, acqua da depurare, ceneri solide, alla fine del processo sono tre volte tanti. Inoltre sono molto più dannosi alla salute. Con tutto ciò la Regione si appresta a raddoppiare i volumi da incenerire, dalle attuali 584mila tonnellate alle previste 1.056mila.
Ma dove trovare tanti rifiuti? La finanziaria dell'anno scorso fissa per legge nel 60% almeno la raccolta differenziata. Dicono i 5 medici di Ferrara: il piano provinciale di gestione rifiuti muove da una raccolta differenziata limitata al 40%. Così occorre come minimo rifare il piano, magari ascoltando le esortazioni dell'Ordine dei medici regionale.

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