Il principio cardine su cui si forma il nostro sistema politico è la democrazia.
La democrazia è la gestione non violenta dei conflitti politici e sociali. Senza democrazia è la barbarie. Senza partecipazione, dialogo rispetto delle opinioni delle minoranze la democrazia si impoverisce, diviene mero esercizio del potere.
Il movimento politico che stiamo creando si basa innanzitutto sulla democrazia e sul rispetto delle minoranze ed ogni azione dovrà essere coerente con questo principio.
Da democratici ed ecologisti abbiamo la forte consapevolezza della necessità del pluralismo politico e culturale; ci poniamo in maniera laica verso culture, religioni e persone cui vanno riconosciuti parità di diritti civile e di libertà personali.
Come ecologisti rispettosi della cultura, della storia, dell’identità e dell’autodeterminazione dei popoli, siamo pacifisti, per l’antimilitarismo e la non violenza.
· Il movimento ecologista italiano, costituito da una miriade di associazioni, cooperative e comitati, ha maturato in questi anni profonde esperienze, azioni e proposte che non trovano oggi adeguata rappresentanza politica. Questa sarà la nostra missione partendo dai contenuti e dalle questioni concrete.
· Bisogna accelerare la conversione ecologica dell’agricoltura verso il biologico il biodinamico e le coltivazioni a basso impatto ambientale; sostenere il rimboschimento dei versanti soggetti a dissesto idrogeologico. Bisogna valorizzare e sostenere l’azione dei singoli agricoltori nel presidio e nella gestione del territorio e del paesaggio agrario.
· Bisogna ripensare e cambiare i modi della mobilità privilegiare mezzi e carburanti non inquinanti, favorire la mobilità leggera, penalizzare l’uso dell’auto con un singolo passeggero. L’aria e gli spazi delle città sono saturi di inquinamento e di auto che danneggiano la salute e la qualità di vita.
· Serve una profonda conversione della politica energetica, abbandonando il petrolio, puntando su fonti rinnovabili e non inquinanti, sull’autoproduzione diffusa quale alternativa alle grandi centrali.
· Abbiano un valore etico: la coerenza tra le enunciazioni politiche e gli stili di vita. Subiamo una società in preda alla nevrosi comunicativa, una babele tecnologica che divide e dove le persone comunicano ma non si conoscono, dove i tempi di vita sono scanditi dalla frenesia dei cellulari ed i consumi dal bombardamento pubblicitario. Produciamo troppo, mangiamo troppo per questo ci ammaliamo. Produciamo troppo spesso cose inutili, e copriamo il mondo di rifiuti. Siamo portatori di uno stile di vita più sobrio che sappia apprezzare e rispettare l’ambiente e ciò che ci offre.
· Assumiamo la cultura della Responsabilità verso il pianeta ed i popoli sfruttati del mondo sostenendo il commercio equo e solidale e consumi verdi. Siamo consapevoli che lo sviluppo non è illimitato né necessario, che non possiamo accaparrarci le ricchezze della Terra che sono di tutti, che è possibile una decrescita economica dei paesi più ricchi in favore di una redistribuzione planetaria delle ricchezze e delle risorse.
· Riteniamo altresì necessaria una maggiore giustizia sociale nella distribuzione dei redditi e dei servizi. Non accettiamo un paese in cui i poveri sono sempre più poveri e precari, e le ricchezze sono nelle mani di ricchi sempre più ricchi e privilegiati.
· Viviamo in un’epoca ed in una regione che vede affermarsi la logica della società Quadrilatero e del saccheggio (cattura di valore) del territorio, esperienza paradigmatica del consumo di suolo e della cementificazione che non hanno fondamento nel bisogno di case ma sulla speculazione edilizia. Bisogna ripensare l’urbanistica, a partire dalla pianificazione, privilegiando il recupero e la riqualificazione dell’esistente, scegliendo la qualità dei materiali (bioedilizia) e dell’architettura. Oggi le periferie delle città sono sempre più brutte, male progettate, energivore, male organizzate e senza servizi ai cittadini.
· Siamo e resteremo gli strenui difensori della biodiversità, della tutela degli ambienti naturali, della istituzione dei Parchi naturali, sia che questo abbia una ricaduta per l’economia turistica e agricola sia semplicemente come salvaguardia della natura in quanto tale.
Nessun commento:
Posta un commento